Oriana Fallaci è morta, questa notte.
Può darsi che il primo articolo serio di giornale che io abbia mai letto sia stato il suo, sul Corriere della Sera, cinque anni fa, ormai, di risposta a tutto il casino delle Torri Gemelle. Quell'articolo, con la "risposta" di Tiziano Terzani, sono stati a lungo oggetto di studio e dibattito, in classe.
Oriana è diventata un punto di riferimento. Per il suo lavoro, per il suo coraggio.
Ho letto tanti dei suoi romanzi. Un Uomo, sulla vita di Alekos Panagulis, suo compagno tanti anni fa, e padre del bimbo perso "protagonista" di Lettera A Un Bambino Mai Nato, è uno dei miei romanzi preferiti.
La mia amica Tò, che studia Editoria e Giornalismo, la venera.
E' volata via.
Ciao, Oriana!
La mia vacanza è finita. Son tornata domenica, dopo otto tremende ore di nave, e ad aspettarmi ho trovato cattivo tempo, lampi, tuoni e freddo, quasi come se già non rimpiangessi di mio il sole e il panorama di Parga.
Tornata dalla prima vacanza lunga col Puffo -prima d'ora ci son stati tre giorni in montagna e un fine settimana a Roma- è ora di tirare le somme.
- Per ora di sposarmi non ne ho affatto intenzione. E neanche di convivere. Tengo troppo ai miei spazi e alla mia privacy. Per la serie: staremo anche insieme da tre anni, ma in tua presenza non scorreggio. E se devo fare un bisognino, ti relego sul balcone.
- Siamo la coppia perfetta: io spremo il tubetto del dentifricio a metà, lui lo lascia direttamente aperto. Così, consci delle nostre "debolezze", non rompiamo le palle all'altro.
- Il sesso va alla grande. Questo punto non ha bisogno di altre parole.
- Ha capito che a letto, quando è ora di dormire, deve ammettere che io gli giri le spalle e non mi costringa a dormire tutta abbracciata-allacciata-abbarbicata a lui come, penso, succede solo nei film.
- Per il resto siam stati bene. Non abbiamo litigato, non abbiamo tentato il suicidio e non ci siam rotti le scatole. Abbiamo avuto modo di parlare, farci le coccole (sufficientemente) e dedicarci ad altre attività ludiche (molto!).
E ora basta. Nel senso che ieri ho ammesso che si fermasse a dormire da me (i miei non ci sono), ma oggi sono stata ben chiara: ci sono i cartoni su MTV? Bene: tu li guardi a casa tua, così io a casa mia mi guardo quel bel film che mi sono scaricata, con quel gran figo di Zach Braaf -si scriverà così?!?-; domani pranzeremo insieme. I need a bit of tempo-di-decompressione.
- Prossima vacanza in nave: cabina. Vorrà dire che per permettercela mangeremo meno gelati e pannocchie arrosto.
Quando ero piccola e viaggiavo con i miei, in cabina, ammiravo i ragazzi che prendevano il posto ponte, e si arrangiavano a dormire dove capitava, avvolti in sacchi a pelo, accampati sotto i tavolini del bar, con l'aria condizionata sparata, o fuori, sul ponte, all'umido.
Bene: questa -terribile- esperienza l'ho fatta. Potrò raccontare ai miei figli di essermi fatta otto ore di sole e salsedine, all'andata, quando abbiamo viaggiato di giorno, in mezzo ai turchi che non facevano che mangiare, e ai greci che, a detta del Puffo, sono albanesi mancati [Turchi e greci non se la prendano. Sono impressioni a pelle]. Posso raccontare le otto ore del ritorno, di notte, costretta a dormire dul divanetto del bar, coperta con l'asciugamano umido usato al mare la mattina. Col Puffo che mi dormiva per terra, sul modulo che mia madre usa per fare la ginnastica.
L'avventura è bella sì, è divertente. Ma la cabina è comoda.
Io e mamma sul bus, fermo al capolinea, quasi in partenza.
Io (urlando): Mamma non timbrare, non sale mai nessuno a controllare!
Lei (timbrando, con faccia paonazza): ...
Io (tono di voce ancora più alto): Ti ho detto di non timbrare. Dobbiamo scendere tra due fermate!!
Lei (ancor più paonazza, con gli occhi fuori dalle orbite, cerca di farmi capire di guardare alle sue spalle): ...
Io: Ok, abbiamo capito, sei scema!
...
Poi guardo alle sue spalle. Il controllore mi guardava con aria truce. So che mi avrebbe fatta scendere volentieri. [Ma tanto avevo la tessera universitaria!]
Mai fatta una figura tanto meschina prima d'ora.
Appunti dal bordo della piscina (bordo di pagina 25 del libro Altamura Sveva E Bizantina, prof.Corsi):
Requisiti fondamentali per esser scelti bagnini sono modi scimmieschi e sguardo vacuo. (Abbronzatura fintissima e litri di olio solare a gogò spalmati sul petto glabro fanno la loro parte, anche.)