Si parla tanto di empatia, dell'importanza di calarsi nei panni di chi ci sta di fronte...
...ma io sto tanto bene nei miei, di panni!!
Dopo una mattinata pazzesca, imbottigliata nel traffico del centro, con pioggia torrenziale e tergicristalli e sbrinamento vetri che non funzionano, nella mia Twingo [serviva un passaggio alle quattro chiocce della famiglia: la mamma e le zie...Io per andare in centro uso i mezzi pubblici o i piedi...], torno a casa e trovo un altro imbottigliamento: a un isolato [un isolato...capite?!?] da casa si era bloccato un autobus. Su una strada monocorsia e per di più ipertrafficata (era l'ora di punta). Un'altra mezz'ora di coda...fino a che non mi sono infilata in una stradina controsenso [!!], dove ho potuto parcheggiare.
Quando si dice che il buon giorno si vede dal mattino...
Decisamente bello!
Il primo film romantico che non mi abbia fatto addormentare il Puffo!
[Ma io mi sono addormentata al cinema con Kyashan!!*]
*Che in italia abbiamo vosto solo noi...mamma mia che film inguardabile!
Arriva l'autunno: ho dovuto aprire l'acqua calda.
...Ed esco da una settimana di febbre e mal di gola. [Ma perchè sono sempre la prima della stagione ad ammalarmi?!?]
Ho dato l'esame di storia bizantina [finalmente!] intenzionata ad accettare anche un misero venti.
Son tornata a casa con un bellissimo ventotto. Dopodichè mi son messa a letto e ho fatto per un paio di giorno la malata, visto che prima non avevo potuto fermarmi per via dello studio.
Quello che ho imparato è che devo adottare la filosofia del "O la va, o la spacca". Lunedì prossimo tenterò la fortuna con geografia!
Mi ci vorrebbe un dizionario per capirlo...
Riporto letteralmente la nostra conversazione telefonica di qualche minuto fa.
Io: Ci vediamo alle sei e mezza?
Puffo: Io vorrei passare da mia madre... [Lui non vive con lei e lei è appena uscita dall'ospedale per un'operazioncina. Il problema non è la destinazione della serata, ma il fatto che abbia parlato al singolare]
Io: Allora ci vediamo dopo?
Puffo: Alle sette andranno da mia madre anche i miei nonni. [Da giugno, per via di un problemino tecnico* son sicura che sua nonna non mi possa più vedere. E quindi cerco il più possibile di evitarla, com'è ben spiegabile. Il Puffo non se lo spiega, ma convive con questa mia "fissa", come dice lui. C'è anche da osservare che lui vive con i suoi nonni. Situazione allegrissima, come potete ben immaginare]
Io: Allora ci vediamo dopo...?!? [Pensavo che mi avesse detto di sua nonna per farmi capire la sua opinione in merito. E cioè che sarebbe meglio che non ci andassi, per vederci poi dopo.]
Puffo: Stasera devo rientrare presto perchè domani ho l'appello dell'esame. [Da notare la sua mancanza di risposte chiare e decise. Lo fa sempre.]
Io: Allora ci vediamo direttamente domani... [Ancora una volta pensavo che stesse cercando di indurmi a questa decisione.]
Puffo: Ma no!!! Ma perchè!?! Ma perchè giungi subito a queste conclusioni?!?
Allora.... Sono io la pazza, qui?!?
*L'ho bidonato la sera prima del primo matrimonio a cui mi avrebbero presentata alla loro famiglia. Dovrei forse essere più precisa: l'ho proprio lasciato...ehm ehm.
Mi piacerebbe avere una vita alla Sex & The City. Amiche intorno sempre disponibili e piene di consigli. Saltare da un ragazzo a settimana, come Samantha, continuando a credere nell'anima gemella e nell'esistenza dell'amore vero, quello con la A maiuscola, come Charlotte. Guardare la vita cinicamente, come Miranda, riuscendo a ridere delle situazioni più disperare. e disparate. Riuscire come Carrie a far tutto, a vivere, in modo assolutamente elegante e sciccoso.
Maneggiare vibratori con la disinvoltura con cui indosserei stiletti tacco dodici, anche per andare a fare la spesa.
E non aver bisogno di cucinare. Nè tantomeno aver paura di ingrassare, pur mangiando sempre fuori, innaffiando il tutto con litri di Cosmopolitan.
A chi non piacerebbe?
Sogno domenicale ad occhi aperti...
Con lui mi sento su una nuvoletta rosa, in questo periodo.
Mi sento davvero rincoglionita, manco stessimo insieme da qualche giorno... Che idiota!!
E quando la nuvoletta si dissolverà?!?
La Fiera del Levante è la fiera della mia città, l'evento dell'inizio autunno, non potevo certo perdermela!!
E così, biglietti gratis alla mano -penso che, col gran contrabbando di biglietti gratis che c'è, nessun barese, tranne i miei genitori, paghi l'ingresso- son partita stamane alla volta della fiera. Ovviamente in autobus, perchè non pagherò mai cinque euri per parcheggiare, rischiando di trovare l'auto in chissà quali condizioni...
Non ho comprato nulla: c'è sempre la stessa roba, collanine e gingillini etnici, maglioncini e zainetti peruviani, gemme troppo costose per potermele permettere, ruolotte, camion e qualsiasi altro mezzo di trasporto su ruote. Io e il Puffo, incantati davanti a un furgoncino attrezzato per farci gli hot dog, abbiamo progettato il nostro futuro insieme, puzzolenti di fritto, unti come la porchetta con cui farciremo i panini, ma felici.
C'è stato poi il pranzo. Una ulteriore truffa (come per il parcheggio). Ma un'altra cosa di cui mi rifiuto è portarmi i panini da casa, come le famiglie del posto: qui a Bari si usa organizzare allegri pic nic ovunque ci si trovi, dal lungomare di sabato sera (davvero!!) fin sulla spiaggia, la domenica a pranzo, a base di cozze e frutti di mare, cartocci di pasta al forno, parmigiana di melanzane e altre squisitezze che però sarebbe meglio mangiare a casa. Tornando al resoconto, il panino che ho comprato effettivamente è costato un pò troppo, ma è davvero una delizia che mangio solo in fiera: salsiccia di norcia, patatine fritte, peperoni sott'olio e la mitica salsina-bomba-super-piccante-calabrese. Ho pianto per mezz'ora, dopo averlo trangugiato.
Una cosa l'ho comprata: il deodorante per auto di Luigi, il divertentissimo meccanico italiano di Cars (per chi non s'intende: la cinquecento gialla).
Fiera del mio acquisto, nauseata dal panino, dalla puzza della calca nel padiglione delle nazioni e all'idea della mezz'ora nell'autobus arroventato del ritorno, son tornata a casa.
Prossimo appuntamento l'Expolevante!!
Oriana Fallaci è morta, questa notte.
Può darsi che il primo articolo serio di giornale che io abbia mai letto sia stato il suo, sul Corriere della Sera, cinque anni fa, ormai, di risposta a tutto il casino delle Torri Gemelle. Quell'articolo, con la "risposta" di Tiziano Terzani, sono stati a lungo oggetto di studio e dibattito, in classe.
Oriana è diventata un punto di riferimento. Per il suo lavoro, per il suo coraggio.
Ho letto tanti dei suoi romanzi. Un Uomo, sulla vita di Alekos Panagulis, suo compagno tanti anni fa, e padre del bimbo perso "protagonista" di Lettera A Un Bambino Mai Nato, è uno dei miei romanzi preferiti.
La mia amica Tò, che studia Editoria e Giornalismo, la venera.
E' volata via.
Ciao, Oriana!