Che si parli di un viaggio di piacere, o no, le partenze mi mettono un'angoscia che si trascina per almeno una settimana prima del fatidico giorno.
I salti nel buio mi affascinano, ma mi terrorizzano. Cerco di prevedere ogni possibile inconveniente che possa in qualche modo ostacolare la buona riuscita del viaggio.
[Un esempio? Sono arrivata al punto di scaricarmi e stamparmi la pianta della metropolitana di Roma, quando ci sono stata a maggio].
Penso di avere seri problemi...
Dato sta che domani si parte. Destinazione Parga. Penso di aver prevenuto qualsiasi problema: ho gli orari dei pullman, messo in borsa medicinali, creme protettive, la famosissima Euchessina, due pacchi della mia pillola (dovessi perderne uno). Ho aperto una carta Postepay con un piccolo fondo di emergenza e lasciato il numero ai miei [me pagura!!].
Speriamo bene...
Buon viaggio Nuvola!!
!!!Nuvola vola in Grecia!!!
Condizionatore a palla, computer, il programma di un'uscita per la serata, quattro crediti in più sul libretto, nessum esame imminente da dare -nessuna voglia di studiare, tra l'altro. Bella musica, i nervi distesi dopo un pomeriggio passato con i bimbi di cui sono babysitter.
Sono in vacanza, signori! Almeno per le prossime tre settimane.
L'esame non l'ho più dato: il prof è stato morso da un cane ed era in ospedale. Ma in fondo aspettavo solo un buon pretesto per non darlo.
E' davvero caduto dal cielo: mi ero rassegnata, e la notte scorsa l'ho passata sui libri, a ripetere.
In compenso ho portato a correggere la tesina di metodologia, che mi ha permesso di accumulare quattro crediti (come sulla tessera del supermarket: il premio è a cent'ottanta). Accipicchia, quattro crediti, quanto l'esame di storia bizantina su cui sono stata un mese. Quanto quello di archeologia e storia dell'arte greca e romana su cui son stata più di trenta giorni.
Per questa tesina ho perso solo un pomeriggio, in biblioteca, per cercare qualche notiziola. Certi meccanismi dell'università proprio non li capisco...
Ho incrociato la prof di mate degli ultimi due anni del liceo. Le ho fatto un cenno di saluto dal finestrino della mia auto e lei mi ha guardata un pò interdetta.
Mi manda male che per me i prof abbiano fatto per anni il bello e il cattivo tempo. Che porterò il loro ricordo - spesso spiacevole - con me per sempre. E che loro in breve tempo si dimentichino. Mi fa pensare che a scuola sia sempre stata un cognome associato a un voto.
Sono piuttosto negativa circa l'esame di domani. So che sarà difficile passarlo; figuriamoci confermare il ventotto in storia medievale con cui (purtroppo) fa media.
Per un momento stamattina, mentre ripetevo come una forsennata i vari imperatori, ho pensato anche di non darlo. Ho chiuso i libri e ho lasciato la biblioteca.
Ma sarebbe una grande delusione, prima di tutto per me.
Ora, fermo restando che domani mi presento all'appello e lo do, non so se accettare o no un voto inferiore al ventisei. Da una parte sarebbe un sollievo essermi liberata di questi esami di storia, almeno per quest'anno, e soprattutto essermi liberata di questo, che proprio non mi va giù. D'altra parte mi irrita l'idea di rovinarmi lo sfolgorante ventotto, il voto più alto della mia carriera universitaria, per ora. (Contando anche i due esami di diritto che ho dato l'anno scorso a economia e commercio...)
Il Puffo invece domani darà Zoologia. Per la terza volta. E pensa di non passarlo neanche stavolta. Ma i motivi dei suoi problemi sono diversi dai miei: mentre io ho passato le mie giornate cazzeggiando allegramente con le mie amiche-compagne di sventura -arrivando in biblioteca solo a mezzogiorno, per poi scendere all'una per il pranzo, e tornare sui libri alle tre circa, per addormentarci in quattro e quattr'otto (la rosticceria non è il posto migliore in cui trascorrere due ore, soprattutto se dopo ci si deve mettere a studiare) -lui è seriamente demotivato. Ma questa è un'altra storia. Che tra l'altro mi fa parecchio arrabbiare.
Insomma, le due scapocchie Nuvola e Puffo (che coppia!!) domani pomeriggio entreranno in ferie e si concederanno tre meritatissime (??) settimane di sole mare e cazzeggio (tanto per cambiare).
Ah!
Ho messo gli occhiali.
[Olè!!]
[In questo momento ho tre anni]
Mi piacerebbe farmi un bel giro per blog, rispondere a qualche commento, leggermi gli ultimi post dei bloggers a cui sono affezionata. Ma davvero non ne ho la possibilità: fino al ventuno giugno le mie giornate si divideranno tra studio [di giorno, sempre per preparare il benedetto esame di storia bizantina su cui mi sono arenata da qualche settimana], babysitting [di pomeriggio], e Puffo [di sera, se le forze nel frattempo non mi avranno abbandonata].
Ho perso totalmente la cognizione del tempo. Che giorno è oggi?
Giovedì. Ciò significa che faccio 'sta vita già da quattro giorni. E quasi quasi mi sento stanca.
Sù, un pò di coraggio. Il ventuno darò [?!?] questo dannatissimo esame, e consegnerò la tesina di metodologia di storia dell'arte, già pronta ma senza foto da una vita. Terminerà anche il mio impegno come babysitter, per il momento, perchè i bimbi partiranno con i genitori.
Dopodichè potrò dirmi in vacanza. Almeno fino al 16 agosto. Data in cui io e il Puffo abbiamo stabilito il ritorno sui libri per preparare gli esami di settembre. [Ma che sicuramente protrarremo per almeno un'altra settimanella. Per poi trovarci -come al solito- a dover preparare un esame in due settimane. Siamo il re e la regina dei procrastinatori...]
Ma non era molto più comodo il liceo?!? Io che pensavo che con l'università sarebbe cominciato lo spasso! E invece son due anni che non conosco estate. Povera me, morirò di crepacuore per la mancanza di sole e iodio!!
Comincia a piovere.
Grossi goccioloni scendono dal cielo. I nuvoloni grigi preannunciano un bel temporale.
Dopo settimane di afa il ritorno della pioggia è piacevole. Anche se come al solito la pioggia mi mette addosso un pò di malinconia. Ma quando tornerà il sole sarà tutto più fresco. E più scintillante.
Ma perchè mia sorella non utilizza il tasto EJECT per far rientrare il carrellino dei cd?!?
Si limita a spingerlo in dentro.
Quando gliel'ho fatto notare, minacciando serenamente l'integrità delle sue dita con annesse unghie laccate (è quasi estetista, le dita le servono), mi ha risposto: "Il vecchio computer si è mai rotto?"
Sì, che si è rotto!
Istinto omicida, placati...
Quando sono nervosa divento cattiva. E logorroica.
Del primo effetto collaterale può raccontarvi qualcosa il Puffo. Del secondo ve ne accorgerete presto.
Ascoltare a tutto volume i Garbage, rileggendo una dichiarazione d'amore che non avrei voluto ricevere.
20 righi.
172 puntini di sospensione. Anche a gruppi di sei alla volta.
19 punti esclamativi.
7 punti interrogativi.
Molta dolcezza. Ma anche molta determinazione, che mi spaventa.
....il tempo del silenzio ormai è terminato....ora è il momento che tu sappia(anche se secondo me tu hai sempre avvertito qualcosa)certe cose....
...ho capito che sei inevitabile.....
...in una settimana penso che non sia casuale sognarti cinque volte....no qualcosa significa...
....ti sento dentro....sei viva......più che mai!!!!!!
pensandoci poi non mi sono mai innamorato di nessun'altra,è vero le storie le ho avute...ma non è mai stato amore....amore sei tu.....sì proprio tu....
il mio istinto....il mio senso dice che non è finita....no non è finita.....sarà eterna questa storia....
andassero a fanculo le cazzate che ho detto sul rapporto d'amicizia....sono un uomo(diciamo dai)...uno che ha tanta voglia di riconquistare il suo vero sogno.......
La cosa che mi fa ridere è che son passati quattro anni. Quattro. Sono passate tante cose. Sono cambiata talmente tanto che non riuscirebbe a stare con me.
Io ho un'altra vita, altri interessi. Vesto, parlo, penso (prima parlo e poi penso. L'ordine non è casuale) in modo diverso.
Lui è rimasto lo stesso, invece. E a me già quattro anni fa non andava più bene.
E poi c'è un'altra persona con me, adesso. Già da un pò, a dire il vero.
E sto cercando di non usare più puntini di sospensione. E lui non lo sa.